Quando impari a volerti bene.

Sono diventata estremamente selettiva riguardo alle persone con cui condividere il mio tempo e i miei sorrisi.

Sto bene da sola.

Sto bene con me stessa.
Adoro la compagnia del silenzio e dei miei pensieri.
Non ho più alcun tipo di pazienza in corpo, non riesco a far finta che qualcuno mi vada a genio.
I miei occhi non sanno nascondere nulla, che si tratti d'amore, di disprezzo, di noia o di voglia di mettere la testa sotto terra pur di non ascoltare il triste suono dell'ignoranza.
Non ho più tempo e voglia di sprecare anche un solo istante con chi trasuda negatività. Ho finalmente imparato a volermi bene, a riconoscere chi “ne vale la pena” e a mandare a fanculo chi “fa pena”.

 

Con Affetto, 

 Giorgia. 

Cosa significa "fare la fashion blogger" in Abruzzo.

La nostra terra è bellissima, il mare, la montagna, i bei paesaggi, paesini che sembrano cartoline in ogni angolo.
Eppure purtroppo non siamo ancora aperti a questo mondo.

Tutti sono sui Social Network eppure TUTTI li criticano.

Mi è capitato di presentarmi a qualcuno: "ciao, piacere Giorgia" - "ah, Giorgia Di Basilio, la fashion blogger, sì ti conosco!". Ecco a me fin qui fa pure piacere, il problema sorge quando quella risposta è accompagnata da un ghigno sotto ai baffi, come a dire che io sono un po' scema, come a dire che io penso solo a scarpe e vestiti e per il resto nella mia testolina ci sono le scimmiette che sbattono i piatti.

Non mi sento Einstein, ma nemmeno troppo cretina, avere la passione per la moda e riuscire a "sfruttarla" per ricavarne qualcosa di buono (attenzione attenzione, notiziona!) non fa di me una persona ritardata.

Spesso mi è stato chiesto: "com'è cominciato tutto?", ora da brava logorroica vi racconto qualcosa.

Quasi 10 anni fa, avevo 15 o 16 anni (Dio mio, mi sto facendo vecchia) ho scoperto Facebook. Amore a prima vista. Condividevo foto con i miei amici, avevo sempre la macchinetta in borsa e immortalavo ogni momento, mi facevo selfie imbarazzanti con gli occhiali da sole in casa e la bocca a culo di gallina e cose così.

Mio padre non era felice di tutto ciò e, giustamente, mi invitava a stare attenta, preoccupato della privacy che sembrava non esistere (ora è felicissimo e mi appoggia, una gioia immensa per me). Nel frattempo la mia sorellina (di 12 anni più grande) con occhio attento controllava tutto quello che combinavo, la situazione era sotto controllo.

Forse non ricordate che su Facebook all'inizio c'erano solo i gruppi, le pagine sono arrivate dopo. Io chiaramente il giorno stesso in cui venuta fuori questa opportunità ho creato la mia: "Incredibile Romantica".
Segretissima. Condividevo lì i miei pensieri e ciò che mi passava per la mente, nel giro di poco la pagina è cresciuta a dismisura, migliaia di followers a settimana. Ma la mia identità la tenevo ben segreta.

Poi un bel giorno, tanto tempo dopo, un mio compagno di classe, non ricordo come, venne a sapere di questa mia pagina e in modo simpatico e dolce mi fece una semplice domanda:"ma Incredibile Romantica sei tu? Ma quanta gente ti segue!!!" e lì fu panico. Tornai a casa e senza pensarci due volte cancellai la pagina.
Perchè questa voglia di restare nascosta? Perchè questa paura? Perchè sono di Teramo, una piccola città in cui è facile finire sotto il mirino delle critiche di tutti e a quell'età non ero pronta.

Giusto qualche anno dopo arrivò Tumblr. Creai il mio blog personale: "Con Affetto, Vaffanculo", perchè io sono di indole dolce e gentile, ma quando serve un bel vaffanculo non lo faccio mancare mai. Anche qui tutto segreto per anni e anni, anche qui una marea di pensieri buttati giù nei momenti di rabbia e di tristezza. Ma superati i 30.000 lettori tutti si chiedevano chi io fossi. Silenzio.
Fin quando un mio amico, Alessio, mi convinse ad aggiungere qualcosa di più.
Inizia a condividere le prime foto sceme di Instagram su Tumblr e da lì arrivarono i primi 7000, 8000 seguaci. Poi non lo so, semplicemente sono cresciuti.

Crescendo "Con Affetto, Vaffanculo" è diventato "Con Affetto, Giorgia" ed ora eccoci qui.

Il tempo passa eppure, come anni fa avevo sospettato, mi tocca ancora scommettere con le critiche delle persone tarate e ignoranti (o indiviose, sto ancora cercando di capirlo).

Oltre ai criticoni, ci sono i peggiori, quelli che davanti "wow sei bellissima ti adoro ti seguo sempre sei meravigliosa" e dietro sputano veleno, perchè poi l'invidia gira e rigira si vede (o più facilmente me lo vengono a dire), a me non frega nulla eh, quelle un po' più sfigate in questo caso siete voi.

Le aziende in zona non hanno capito che grande potenziale è nascosto dietro ai Social Network, qui in Abruzzo sono pochi quelli che investono in questo settore e che hanno capito come sfruttarlo.

Conversazione tipo con un negozio della zona a caso: "ciao, puoi venire in negozio, farti 1234 foto, pubblicarle 2 volte a settimana alle 14:39 su tutti i tuoi canali, scattare qualcosa al mare all'alba, portare un fotografo (gratis) perchè ci servono belle foto per la nostra pagina e farci pubblicità? Ti offriamo in cambio un portachiavi!", io non voglio essere cattiva, non sono nessuno, ma non è proprio così che funziona e non sto nemmeno qui a spiegarvelo.

Ormai il mondo intero vaga su Google, avere i propri canali social ordinati, curati e ben strutturati è sicuramente un buon biglietto da visita, nella nostra realtà ho trovato ben poche attività che hanno affidato questo compito a qualcuno più esperto, spesso c'è una persona a caso dietro che pubblica una foto sfocata al mese e si lamenta:"no, ma non serve a nulla, non funzionano questi Social Network", vi assicuro che la differenza si vede e molti, come me, ci fanno caso (ok qui le fashion blogger non c'entrano, ma avere qualcuno che si occupa dei vostri canali abbandonati come un cactus nel deserto potrebbe aiutarvi davvero).

Io nella vita non lo so cosa farò, ho studiato per fare la commercialista e ora mi ritrovo in questo mondo magico pieno di scarpe, borse e vestiti, non mi sembra vero che le aziende vogliano regalarmi i loro prodotti e pagarmi per indossarli (a chi non piacerebbe?).

Non mi sento schiava di questo, se una cosa mi piace va bene, se non mi piace: "no, mi spiace, non sono interessata" (esempio: gli zoccoli da infermiera proprio no).
Mi diverto, sono felice di aver conosciuto persone con i miei stessi interessi sui Social, non faccio del male a nessuno e quindi tutte le critiche mica le capisco, mah.

Il mio piccolo sfogo è finito, penso che la vostra vita possa proseguire tranquillamente nonostante esistano le fashion blogger, perchè c'è chi lo fa per passione e chi lo fa per hobby, ma non penso che la vostra vita sia condizionata da questo.
Secondo me sono peggio le persone con il cervello piccolo e la bocca larga, loro sì che sono una piaga per l'umanità. ;-)

Con affetto,

Giorgia (la fashion blogger).

 

Dedicato alle donne, regola numero uno: piacere prima a se stesse, poi agli altri.

 

Sapete quando mi sono accorta che qualche volta noi donne ci rendiamo ridicole e stupide? Quando ho sentito una ragazza, mentre facevo le unghie, dire: "che bello questo gel blu!! Peccato che non posso farlo perchè al mio ragazzo non piacciono, le vuole sempre rosse, sai che noia per me, ma che vuoi farci!".
NON POSSO.
CHE VUOI FARCI.
Queste parole mi hanno causato una rabbia dentro inspiegabile. Già me lo immagino questo scemo pronto a criticare ogni singola decisione di quella povera ragazza, forse troppo debole per riuscire ad imporre il proprio carattere. L'amore qualche volta ci chiude gli occhi e con essi anche le ali. Non voliamo più, non abbiamo più sogni, non abbiamo più pensieri personali.

E forse il problema sono gli uomini prepotenti, arroganti ed egoisti, ma sono le donne che non hanno il coraggio di reagire a dar loro modo di continuare a perseverare con i loro meschini comportamenti.

Non ti piace il gel blu? Non POSSO metterlo? Ma io mi tingo anche le sopracciglia di blu, mi trasformo in un puffo che ti faccio fare gli incubi per tre mesi di fila. E non è cattiveria, non si tratta di accettare o meno un consiglio da un fidanzato dolce che ha premura e vuole "sentirsi vicino" alla propria ragazza, purtroppo spesso abbiamo davanti una specie di maschio (perchè "uomo" proprio no) che quando finalmente trova una ragazza pensa di avere il possesso della sua vita, di poterla comandare, di trattarla come un oggetto. Sappiate che questi sono i classici uomini che quando si stufano del giocattolino non ci pensano due volte a buttarlo via, senza rimorsi.

E allora sveglia. Aprite gli occhi e ricominciate a vivere.
Un uomo deve completarvi, non deve trasformarvi in qualcosa che voi non siete.

Se non è capace di amarvi per quello che siete non vi amerà mai davvero.

Ho visto donne smettere di uscire, smettere di truccarsi, smettere di sorridere per colpa dell'uomo sbagliato.

La prima regola che dovremmo imparare? Piacere a se stesse, in primis, poi agli altri, poi agli uomini.

Come? Ecco quello che faccio quando mi guardo allo specchio e non mi sento poi così soddisfatta, semplicemente qualche consiglio su "cosa fare" quando l'autostima scende:

  1. Capelli: gira e rigira questo ciuffo non sta più bene, il colore è anonimo, si iniziano ad intravedere le doppie punte. Che tristezza.
    La monotonia vi opprime? Spesso per dare una svolta alla propria vita si inizia proprio dai capelli. Fate un taglio più corto, giocate un po' con i colori, le avete dei bei lineamenti delicati regalatevi una frangia. Non abbiate paura di osare un po';
  2. Palestra: ok, che scocciatura, ma dopo qualche mese vi guarderete allo specchio, noterete i risultati e vedrete come andrete in giro soddisfatte in quel vestito nuovo che prima non mettevate mai senza una giacchina un po' più lunga (squat per tirare su sedere e autostima!);
  3. La camminata fa la differenza, fate una prova: camminate per strada ricurve, con lo sguardo basso e le mani nascoste nelle tasche. Poi provate a sfoggiare un bel sorriso, camminare con passo deciso e guardarvi attorno con interesse. Vedrete che apparirete più interessanti anche agli occhi degli altri e semplicemente questo potrebbe aiutarvi a risollevare un po' l'autostima;
  4. Fate qualcosa che vi riesce bene: siete brave ai fornelli? Mettetevi a cucinare. Siete brave nel disegno? Fate un bel dipinto e appendetelo in camera, come promemoria delle vostre qualità. Puntate su quelle, non piangetevi addosso ogni volta che una cosa non vi riesce bene;
  5. Circondatevi di "belle persone" e con questo intendo persone che avete voglia di sentire anche nei momenti peggiori, che vi facciano sorridere e stare bene. Gli amici non dovrebbero mai farci sentire sbagliati, se così non fosse sento puzza di invidia e gelosia;
  6. Shopping: ebbene sì, se sono triste ho voglia di spendere tutti i miei soldi in borse, scarpe e vestiti. A volte basta davvero una piccola cosa per sentirsi bene. Non ci piacciono i nostri fianchi? Basta comprare un vestito che ci casca a pennello ed ecco che che saliamo un altro gradino sulla lunga scalinata dell'autostima;
  7. Impariamo un'altra regola fondamentale: Sì è sì, no è no. Non vi va bene una cosa? Ditelo!!! Sarà una liberazione non nascondersi più dietro a occhiatacce, battutine, frecciatine! Perchè complicarsi la vita?

Noi donne siamo davvero speciali, non dovremmo scordarlo mai e soprattutto non dovremmo mai dare a nessuno il diritto di non farci sentire così.

Truccatevi e fatevi belle, ma fatelo per voi, perchè non c'è gioia più grande di guardarsi allo specchio e piacersi, soprattutto poi se a piacerci è qualcosa di più dell'immagine che vediamo riflessa. Io cambierei cento cose del mio fisico, eppure quello che sono diventata con gli anni e che tutto ciò che mi ha trasformata in quella che sono non le cambierei mai. Imparare a convivere con i propri difetti e con il proprio carattere è il primo passo per arrivare alla felicità.

Con gli anni ho capito che io sono quella che sono: una persona alla mano e altruista, permalosa e dalla risata qualche volta inopportuna. Sempre disposta a migliorare per chi lo merita, ma mai ad annullarsi e fingere di essere quella che non è. Ho avuto la forza di allontanare chi non mi rendeva felice e ho imparato a rialzarmi quando la vita ha cercato in ogni modo di buttarmi giù.
Donne, siate forti e abbiate il coraggio di prendere in mano la vostra vita e andare alla ricerca della vera felicità.

Un abbraccio.

Con Affetto,Giorgia.

 

 

 

Forse a volte anche io sono stata patetica.

Cercando di non darlo a vedere, nascosta dietro al sorriso più forte e luminoso di tutti.
Ho aspettato un sms, l'ho pregato, ho sentito un balzo nel cuore quando lo schermo del telefono si é illuminato.
Ho immaginato conversazioni nella mia testa in cui io ero una con i controcoglioni e poi sono stata zitta.
Ho avuto paura di certe risposte e ho evitato di fare domande forse scomode.
Sarà che a volte il coraggio mi ha portato a fare i conti con la tristezza, sarà che quando ci tieni alle cose semplicemente vuoi tenerle, non importa troppo come.
Eppure io non sono così, perché non si tratta di coraggio, ma di dignità, di amor proprio. E se non mi voglio bene io come può volermene qualcun altro?
Ma quante volte invece ho sorriso, quante volte mi sono tolta un peso e sono stata bene, leggera.
Dovremmo tutti avere il coraggio di essere felici.
Dovremmo prendere la nostra vita e darci una possibilità.

Il bello di noi donne è che rompiamo le palle, a volte davvero tanto, con tutte le nostre paranoie e le nostre insicurezze.

Il problema è che poi quando non lo facciamo, quando piano piano smettiamo di farlo, la nostra “leggerezza” vi fa sentire la mancanza di tutto l'affetto che ci mettevamo nello stressarvi. E non vi lamentate dopo, perché una donna, quando non viene apprezzata, semplicemente si allontana.

Tutta questa violenza che ci circonda mi fa venire i brividi.


A volte mi chiedo: "Avrei mai il coraggio di uccidere qualcuno?" e mi rispondo che non riuscirei mai a guardare due occhi spegnersi per colpa mia, fermare un cuore, vedere la sofferenza tramutarsi in silenzio.
Ma il problema è che senza accorgercene ogni volta che deludiamo una persona un po' la uccidiamo. Felicità, lacrime, fiducia sono pezzi che se ne vanno e non tornano.
Dobbiamo stare attenti, maneggiare con cura quei pezzi di cuore che ci vengono affidati.
Le delusioni sono i coltelli, ma gli assassini siamo noi.