Recensione: "La ragazza del dipinto" di Ellen Umansky

Sono sempre attratta dai nuovi autori, adoro la loro freschezza, quindi ho deciso di cominciare questa nuova categoria del mio blog con una recente scoperta, soprattutto perché ho ricevuto tante domande da voi su questo romanzo, curiosooooni.

Oggi vi parlo di:

"La ragazza del dipinto" di Ellen Umansky.

Quando l'ho visto in libreria mi ha incuriosita la copertina e ho dato un'occhiata alla trama:

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"Vienna, 1939. Mentre lo spettro della guerra terrorizza l’Europa, i genitori di Rose Zimmer cercano disperatamente un modo per lasciare l’Austria. Non riuscendoci, decidono di salvare almeno la loro giovane figlia. Rose viene così affidata a degli sconosciuti e portata in Inghilterra. Sei anni più tardi, quando la guerra è finalmente terminata, Rose tenta di ricostruire la propria vita devastata: si mette quindi alla ricerca di un quadro di Soutine, appartenuto alla madre, e al quale la donna era legatissima. Dopo essersi trasferita a Los Angeles e aver trascorso lì la propria vita, Rose si imbatterà nuovamente nelle tracce di quel dipinto, diventato per lei quasi un’ossessione, e in Lizzie Goldstein, che ne è entrata in possesso dopo di lei. Tra Lizzie e Rose nasce un’amicizia inaspettata, destinata però a interrompersi bruscamente quando le due donne si troveranno di fronte a una verità dolorosa: un segreto che ha a che fare con il quadro di Soutine e che è rimasto nascosto per tanti anni… Una prosa cristallina per una storia che parla di nostalgia, dolore, perdita e perdono.

Tra passato e presente sulle tracce di un quadro che unisce i destini di due famiglie."

Ecco, ho letto questo, mi sono detta: "ok devo leggerlo".

Amo quei libri dove ci sono sbalzi temporali che collegano passato e presente, se da un lato ci troviamo a posare gli occhi su righe e righe piene di tristezza, angoscia e paura, caratteristiche del grigio periodo della guerra, dall'altro poi leggiamo di una ragazza dei nostri tempi, insoddisfatta e con una vita ancora da costruire. Fin qui tutto ok.

La descrizione dei luoghi, dei personaggi, degli stati d'animo mi ha colpita molto.

Leggere di un abbandono così forzato non mi ha lasciato indifferente.
Questa è storia, non una favoletta, certe cose non sarebbero mai dovute accadere, allontanarsi dai propri figli per proteggerli, una tristezza che non riesco a spiegare e che l'autrice invece riesce a descrivere bene. Io posso dire solo che a mio parere hanno spento più cuori quei saluti alla stazione, saluti che poi si sono trasformati in un addio, che le bombe della guerra.

Però. C'è un però. Ammetto che mi aspettavo molto di più dalla storia.

Chiaramente non vi racconterò il finale, ma dico solo che a mio parere è stato deludente.

Sono rimasta affascinata dalle pagine ambientate nel passato, voto 9, mentre quelle nel presente sono state lente e non particolarmente entusiasmanti, voto 7. Al finale mi sento di dare un 6.

Un libro indubbiamente ben scritto, ma non lo consiglio.

Con affetto, Giorgia.