"Ciao, da grande voglio fare la blogger". Cosa pensa la gente, cosa c'è dietro, come guadagnare, come funziona questo mondo.

Sapete qual è il messaggio che mi arriva più spesso in privato?

"Ciao, posso sapere come diventare una fashion blogger? Mi puoi dare dei consigli su come cominciare?"

Qualche volta all'inizio ho "OSATO" chiedere come mai di questa passione, risposta:

"Voglio ricevere vestiti gratis, voglio viaggiare gratis, voglio diventare famosa e guadagnare soldi. Ah, amo la moda".

COMINCIAMO BENE, ho pensato.
Che tristezza ragazzi, che tristezza.

Se la vostra idea di base è questa io, mi spiace dirlo, penso che di "successo" non ne avrete mai.

Perchè? Sono cattiva?

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No, penso solo che sia una forzatura, che la vostra non sia passione, che voi vogliate solo "la bella vita senza fare nulla". Ma mi spiace deludervi, di lavoro dietro ad un blog ce n'è. E pure tanto!

Io sono partita in maniera un po' anomala, chi mi conosce lo sa.

Avevo una pagina su Facebook dove tenevo ben segreto il mio nome, molto, molto seguita, non so perchè, appuntavo semplicemente i miei pensieri.
Poi è venuto fuori il mio nome e sono fuggita, ho chiuso tutto. Sono approdata su Tumblr e anche qui ho ricominciato a scrivere senza mai mostrare il mio volto o dire il mio nome, ero semplicemente "Con affetto, Vaffanculo" (sempre dolce e delicata, devo dire).
Raggiunti i 50,000 lettori fissi le domande sono iniziate ad arrivare e io "finalmente" sono uscita allo scoperto. "Piacere, sono Giorgia Di Basilio". Ecco i primi 6000, 7000 followers su Instagram, ecco le richieste di amicizia su Facebook, persone che mi leggevano volentieri e che avevano voglia di conoscermi "un altro pochino". Ora su Tumblr siamo quasi 95.000, sono meno attiva di prima (perchè è difficile star dietro a tutti i social e avere sempre contenuti diversi da pubblicare, altrimenti si rischia di annoiare e cadere nella monotonia), ma devo tantissimo a questo social.

La mia prima "collaborazione" su Instagram?

Un caso. Non ci avevo capito nulla: una ragazza mi chiese un "favore": "posso regalarti un bracciale in cambio di una foto?". E io in paranoia.
Ma questa vuole il mio indirizzo... Ma come vuole regalarmi un bracciale, impossibile... Naaa, io sono furba e ora le mando l'indirizzo dell'ufficio di mio padre, così se "non-so-in-che-modo" decidesse di fregarmi, la frego io! Ma non lo so gente, veramente sono andata un po' in paranoia.

Ecco la mia prima esperienza in questo mondo circa cinque anni fa, se non ricordo male.

Qualcosa che io non ho cercato.

Mi sono sempre nascosta, non ho mai forzato nessuno, non ho mai scritto in privato a qualcuno dicendo: "ciao, che belle foto, ti seguo. Puoi ricambiare?". No, non funziona così. Questa è una pesantezza e una forzatura e io non vorrei MAI essere seguita in questo modo. 

Perchè le persone hanno iniziato a seguirmi? E che ne so io, chiedetelo a loro!

Mi dicono che sono solare, che sono spontanea, che non me la tiro, sarà questo, ma mica l'ho capito, qualche volta me lo chiedo anche io.

Non sono nulla di speciale, eppure ogni giorno arriva qualche ragazza dolcissima che riesce a farmi sentire così, è incredibile cosa si è creato attraverso dei social network.

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Nonostante tutte le critiche, le prese in giro (perchè se sei "fashion blogger" automaticamente le prese in giro arrivano, le battutine, le risatine... Ma dai smettetela, che per avere 2 euro di sconto al negozio vi vendereste vostra nonna e vi fotografereste anche le mutande). Io, semplicemente (si fa per dire) ho saputo utilizzare questa passione e trasformarla in un lavoro. Chiaramente devo tutto a "quelle di Tumblr" che hanno iniziato a seguirmi per prime e che ci sono ancora, è sempre bello ricevere un messaggio e leggere "ciao, ti seguo dai tempi di Tumblr", ecco, a voi adoro un po' di più.

Ora, non parlo più di me e veniamo a noi.

Ponetevi una domande: PERCHE' QUALCUNO DOVREBBE DECIDERE DI SEGUIRVI? VOI LO FARESTE?

Se pubblicate foto sfocate, scattate a caso, con descrizioni monotone e anche con una grammatica che "Manzoni scusaci, questo blog non s'ha da fare" magari questo non è il vostro mondo.

Non c'è bisogno di essere scrittori, di avere doti particolari (io sono la prima che scrive banalità e in maniera mooooolto easy), però la grammatica è importante, questo sì, tutti possono sbagliare, ma non ogni due righe. Sapete raccontare una storia a qualcuno senza farlo addormentare dopo 3 minuti? Provate.

Regola numero 1: ESSERE ATTIVI SUI SOCIAL

Come pretendete che la gente si affezioni a voi e decida di cominciare a seguirvi, seguirvi davvero, se pubblicate una foto al mese, fatta in maniera sbrigativa e superficiale? Se non parlate di voi, se non interagite?

Le persone devono farsi un'idea di voi seguendovi sui vostri canali. Meglio se ne traspare ciò che siete davvero, perchè vi assicuro che a lungo andare la vostra natura verrà fuori.

No finzioni, quindi.

Siate attive, mettete like, commentate (no commenti a caso, cercate di interagire davvero con chi sta dall'altra parte dello schermo).

Regola numero 2: PUBBLICARE FOTO PARTICOLARI E "BELLE"

Voi la seguireste una ragazza che pubblica una foto in ombra, dei biscotti a colazione, senza senso o una che pubblica di continuo selfie, selfie, selfie, tutti identici? Oppure una che pubblica solo foto mentre si bacia con il ragazzo e "sei solo miooo, non lo guardate non lo toccate, amore mio, l'uomo della mia vitaaa". No? Beh, io nemmeno e vi assicuro che anche gli altri la pensano così.

So che può sembrare difficile e noioso, ma una foto con un bel contesto è sicuramente migliore di un selfie allo specchio del bagno. Non dico che non dobbiate farle, ma NON OGNI SANTO GIORNO.

Le foto vanno scattate preferibilmente con una luce diurna, non diretta magari (ok dietro ad una tenda leggera o se il sole non arriva direttamente).

Per le foto esterne è meglio scegliere un orario in cui il sole non batte alto in cielo, soprattutto se non avete una attrezzature professionali come pannelli o macchine dove è possibile fissare meglio i parametri. Meglio i luoghi in ombra o aspettare che il sole inizi a scendere.

Scaricate App per editare come Lightroom, VSCO, Afterlight o cose cosi.

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Qui le ho utilizzate per dare un po' di "vita" a questa foto scattata a Paestum.

Trova le differenze: PRIMA E DOPO. 

 

Regola numero 3: PREPARATEVI ALLE CRITICHE, AD ESSERE GENTILI ANCHE QUANDO VORRESTE MANDARE A FANCULO TUTTI

Sapete quante volte avevo le palle girate e avrei voluto mandare a fanculo le persone? Ecco sì, lo ammetto, è capitato. Quante volte ho sentito critiche su critiche, gente che pensa che "se pubblichi foto di vestiti sei ritardata" e cose così e ho fatto finta di niente.

A loro rode il culo e io preferisco non sprecare il fiato, sono giunta a questa conclusione, ma nei miei momenti di nervosismo un bel vaffanculo non lo risparmierei.

Preparatevi a questo. C'è sempre un rompicoglioni dietro l'angolo.

Regola numero 4: FASHION? COMPRATE VESTITI, RIVISTE E "STUDIATE LE MODE"; TRAVEL? VIAGGIATE, E PRENDETE APPUNTI; FOOD? CHIEDETE CONSIGLIO ALLE NONNE E ALLE MAMME.

Non iniziate a scrivere a TUTTE le aziende che trovate se vogliono collaborare con voi e regalarvi cose. Vi assicuro che non si comincia così.

Fotografate i vostri vestiti e cose che vi piacciono, non cose di mer*a solo perchè ve le hanno regalate. "Guardate che belli i miei plantari ortopedici", "Ciao, oggi volevo mostrarvi dei chiodi".

Che forzatura, che brutto.

Se volete fare le fashion blogger fotografate dei bei vestiti. Se vi piace l'alta moda scrivete un articolo prendendo delle foto online e rendeteli unici con le vostre parole. Non si fa la fashion blogger pubblicando le infradito orribili da 2 euro che vi regalano.

Se vi piace il cibo, chiedete dei consigli a chi sa cucinare davvero. Prendete i vostri bei piatti, andate da Ikea o posti così e comprate "cose fotogeniche". Sì, comprate cose che magari in cucina non usereste mai ma che possano rendere le vostre foto belle. Scrivete di ricette che si preparano nel vostro paese, scrivete di trucchi di cucina della nonna (le nonne ne sanno sempre una più del diavolo). Ai ristoranti alzatevi in piedi (sì alle figure di mer*a!) e scattate, che ve ne frega, è lavoro! ;-)

La cosa più difficile? Travel. Viaggiare. Tutti sogniamo di viaggiare, magari gratis, magari in posti fighissimi. Beh preparatevi a spendere soldi, spendete per una buona macchinetta magari e poi iniziate a girare. Parlate con i passanti, con gente del posto, fatevi raccontare aneddoti e leggende del luogo. Scrivete dei posti in cui avete mangiato e consigliate ciò che più vi è piaciuto della vostra vacanza.

Regola numero 5: NON ELEMOSINATE VISIBILITA'

Non potete chiedere a chiunque di seguirvi.

Io ammetto che a questi messaggi non rispondo, non è cattiveria, è che non voglio essere maleducata e allora resto in silenzio. Io quel poco di visibilità che ho penso di essermela guadagnata e di non aver mai rotto le palle a nessuno per farmi seguire. 

Regola numero 6: STOP ALLO SHOPPING COMPULSIVO DI LIKE E SEGUACI

Vi voglio illuminare su questo argomento.

Se passate da 1000 seguaci a 30.000 in una settimana SI CAPISCE CHE AVETE FATTO "SHOPPING", le aziende si stanno svegliando e non sono più fesse.

Magari potrete fregare il fruttivendolo sotto casa, ma vi assicuro che le grandi aziende e le agenzie vogliono i dati analitici.
Vogliono sapere la provenienza dei vostri seguaci (quindi se sono tutti russi e cinesi qualcosa non va), vogliono i dati insight con le visualizzazioni del profilo e dei post (avere 2000 like e 3000 visualizzazioni a post non è esattamente una cosa credibile) e tante altre cose. 

Acquistando 100.000 seguaci vi darete la zappa sui piedi da sole, qualche collaborazione scema potrete farla, sì, ma vi assicuro che le aziende serie prima di collaborare con voi procederanno a monitorare il vostro lavoro e verrete scoperte al volo.

Se volete procedere in questo modo, almeno siate intelligenti e fatelo con criterio. Il fatto che sul vostro profilo ci sia scritto 300.000 followers non farà la differenza, ma dei contenuti veramente ottimi, almeno un 40-50% di persone che vi seguono in maniera attiva, già è un'altra cosa. Sono sempre dell'idea che le aziende serie si accorgeranno di tutto ciò. Sta a voi decidere se volete crescere con onestà in maniera più lenta o velocizzare la crescita aggirando il problema.

Non sto qui a moralizzare, è solo un consiglio, magari in futuro tutto ciò potrebbe ritorcersi contro al vostro lavoro.

Io ci ho messo almeno 5 anni a far crescere il mio profilo Instagram, quando ancora l'algoritmo funzionava in maniera normale e non era una tortura come ora, ma vedrete che se vi metterete d'impegno ce la farete. Anche io vorrei un milione di seguaci e 20.000 like a foto. Ma dobbiamo accontentarci e continuare a fare del nostro meglio.

Ok. Ho appena riletto tutto e sembro una bomba di acidità. Scusate ahahahah!

Che poi il problema non sono neanche le ragazzine che giustamente vorrebbero fare questo lavoro, ma il modo in cui cercano di fanno. 

Andando oltre, il problema fondamentale sono quelle aziende che non si rendono conto del lavoro che c'è dietro, che non vogliono pagarci per il lavoro, che pretendono 200 foto in cambio di un paio di orecchini che a loro saranno costati 2 euro e ci trattano pure con superiorità, come se ci stessero facendo un favore. Perché è vero, non stiamo qui a spaccare le pietre miniera, ma di lavoro dietro a tutto quello che si può vedere ce n'è tanto. 

Ad esempio, nonostante io adori scrivere di getto,  impiego spesse volentieri più di un paio d'ore per scrivere un articolo, per cercare il materiale, per trovare delle foto carine da inserire.  

Quando poi da hobby e passione, questo è diventato un "lavoro" le cose si sono  più serie, le aziende con cui collaboro fissano i giorni di pubblicazione e oltre a dover mandare delle anteprime in tempi prestabiliti, queste spesso vengono pure rifiutate e bisogna ricominciare.

Niente di preoccupante o esagerato, non voglio dire cavolate e farlo passare per un lavoraccio, ma mi è capitato di dover scattare al freddo e al gelo, o con 40 gradi all'ombra. Di cambiarmi in macchina. Di aver chiuso i libri quando proprio non avrei potuto farlo e di essermi truccata e conciata in maniera decente solo per scattare, quando avrei preferito restare a studiare per gli esami universitari.

Tante piccole cose che a lungo andare possono "stancare". Ma io adoro quello che faccio, quindi amen tutto. Voglio solo far capire che del lavoro dietro c'è.

Poi arriva il momento della foto. Problema principale: tovare qualcuno che scatta (non posso rompere le scatole sempre ai miei amici fotografi). "Sono uscita male, non si vedono bene le scarpe, non si vede bene l'orologio, e la luce qui no, e troppa ombra non va bene, e la gente che passeggia no", una rottura eh! La foto decente spesso arriva dopo mezz'ora!

A casa si devono modificare le foto. Anche qui si perde mooolto tempo! 

Personalmente mi è capitato di discutere con delle aziende che volevano forzarmi sui testi da pubblicare, no, quelli no. Le parole le decido io, su questo non si discute! 

Mi è capitato anche di rifiutare delle collaborazioni che non mi piacevano o di rimandare indietro i soldi quando ho provato dei prodotti con cui non mi sono trovata bene e di cui non volevo parlare sui miei canali, perché le aziende non lo capiscono, ma noi ci mettiamo la faccia (c'è anche chi se ne frega di questo, ma io ci tengo alla mia faccia!).

Ho detto no a collaborazioni ben retribuite perché, semplicemente, non mi andava di parlarne.  Il blog è mio e posso dirlo: COMANDO IO! :-)

Per i pagamenti spesso poi dobbiamo aspettare mesi, mesi e mesi. Sollecitare le aziende ("ci siamo anche noi blogger, non vi scordateee!"), perché loro pretendono massima serietà e puntualità da noi, ma quando poi si tratta di pagare per il lavoro, beh.... aspetta e spera! 

 

Ragazze, consiglio! Munitevi di un contrattino e fatelo firmare all'azienda quando la collaborazione è chiusa, così da tutelare entrambe le parti! Al termine della collaborazione, se non avete partita IVA, dovrete poi emettere un documento di prestazione di lavoro occasionale (su internet troverete tanti modelli di ritenuta d'acconto da poter utilizzare).

Volete iniziare a guadagnare qualcosina?

Le collaborazioni su Instagram che non vi faranno guadagnare all'inizio, passerà tanto tempo prima che possano arrivare soldi, ve lo assicuro. 

Ma di recente ho scoperto delle piattaforme che mi piacciono molto e che sto utilizzando spesso! 

C'è Buzzoole che mette in contatto le aziende con le persone e paga in crediti Amazon le collaborazioni (es. pubblica questa foto per "tizio" e avrai 80 crediti per acquistare su Amazon. Chiaramente se una campagna non vi piace potete rifiutare, nessuno vi obbliga). Mi trovo benissimo e le campagne sono davvero carine! 

Oppure c'è 21 Buttons, se amate la moda, che vi regala soldi ogni volta che qualcuno acquista qualcosa che indossate e che avete taggato nella foto (se indossate abiti di Zara, H&M o marchi del genere è facile che le persone vi trovino nelle ricerche e acquistino "tramite voi", facendovi guadagnare qualcosina).

Se vi va di provare vi lascio i link per iscrivervi qui sotto:

Buzzoole: ---> QUI

21 Buttons: ---> QUI

Avrei tanto altro da dire ma per oggi mi fermo qui. 

Forse questo articolo è più uno sfogo per me che un aiuto per voi, ma sentivo davvero il bisogno di scriverlo.

Chiedo scusa se ho offeso qualcuna con i miei pensieri.

 

Con affetto, 

Giorgia. 

Quando impari a volerti bene.

Sono diventata estremamente selettiva riguardo alle persone con cui condividere il mio tempo e i miei sorrisi.

Sto bene da sola.

Sto bene con me stessa.
Adoro la compagnia del silenzio e dei miei pensieri.
Non ho più alcun tipo di pazienza in corpo, non riesco a far finta che qualcuno mi vada a genio.
I miei occhi non sanno nascondere nulla, che si tratti d'amore, di disprezzo, di noia o di voglia di mettere la testa sotto terra pur di non ascoltare il triste suono dell'ignoranza.
Non ho più tempo e voglia di sprecare anche un solo istante con chi trasuda negatività. Ho finalmente imparato a volermi bene, a riconoscere chi “ne vale la pena” e a mandare a fanculo chi “fa pena”.

 

Con Affetto, 

 Giorgia. 

Cosa significa "fare la fashion blogger" in Abruzzo.

La nostra terra è bellissima, il mare, la montagna, i bei paesaggi, paesini che sembrano cartoline in ogni angolo.
Eppure purtroppo non siamo ancora aperti a questo mondo.

Tutti sono sui Social Network eppure TUTTI li criticano.

Mi è capitato di presentarmi a qualcuno: "ciao, piacere Giorgia" - "ah, Giorgia Di Basilio, la fashion blogger, sì ti conosco!". Ecco a me fin qui fa pure piacere, il problema sorge quando quella risposta è accompagnata da un ghigno sotto ai baffi, come a dire che io sono un po' scema, come a dire che io penso solo a scarpe e vestiti e per il resto nella mia testolina ci sono le scimmiette che sbattono i piatti.

Non mi sento Einstein, ma nemmeno troppo cretina, avere la passione per la moda e riuscire a "sfruttarla" per ricavarne qualcosa di buono (attenzione attenzione, notiziona!) non fa di me una persona ritardata.

Spesso mi è stato chiesto: "com'è cominciato tutto?", ora da brava logorroica vi racconto qualcosa.

Quasi 10 anni fa, avevo 15 o 16 anni (Dio mio, mi sto facendo vecchia) ho scoperto Facebook. Amore a prima vista. Condividevo foto con i miei amici, avevo sempre la macchinetta in borsa e immortalavo ogni momento, mi facevo selfie imbarazzanti con gli occhiali da sole in casa e la bocca a culo di gallina e cose così.

Mio padre non era felice di tutto ciò e, giustamente, mi invitava a stare attenta, preoccupato della privacy che sembrava non esistere (ora è felicissimo e mi appoggia, una gioia immensa per me). Nel frattempo la mia sorellina (di 12 anni più grande) con occhio attento controllava tutto quello che combinavo, la situazione era sotto controllo.

Forse non ricordate che su Facebook all'inizio c'erano solo i gruppi, le pagine sono arrivate dopo. Io chiaramente il giorno stesso in cui venuta fuori questa opportunità ho creato la mia: "Incredibile Romantica".
Segretissima. Condividevo lì i miei pensieri e ciò che mi passava per la mente, nel giro di poco la pagina è cresciuta a dismisura, migliaia di followers a settimana. Ma la mia identità la tenevo ben segreta.

Poi un bel giorno, tanto tempo dopo, un mio compagno di classe, non ricordo come, venne a sapere di questa mia pagina e in modo simpatico e dolce mi fece una semplice domanda:"ma Incredibile Romantica sei tu? Ma quanta gente ti segue!!!" e lì fu panico. Tornai a casa e senza pensarci due volte cancellai la pagina.
Perchè questa voglia di restare nascosta? Perchè questa paura? Perchè sono di Teramo, una piccola città in cui è facile finire sotto il mirino delle critiche di tutti e a quell'età non ero pronta.

Giusto qualche anno dopo arrivò Tumblr. Creai il mio blog personale: "Con Affetto, Vaffanculo", perchè io sono di indole dolce e gentile, ma quando serve un bel vaffanculo non lo faccio mancare mai. Anche qui tutto segreto per anni e anni, anche qui una marea di pensieri buttati giù nei momenti di rabbia e di tristezza. Ma superati i 30.000 lettori tutti si chiedevano chi io fossi. Silenzio.
Fin quando un mio amico, Alessio, mi convinse ad aggiungere qualcosa di più.
Inizia a condividere le prime foto sceme di Instagram su Tumblr e da lì arrivarono i primi 7000, 8000 seguaci. Poi non lo so, semplicemente sono cresciuti.

Crescendo "Con Affetto, Vaffanculo" è diventato "Con Affetto, Giorgia" ed ora eccoci qui.

Il tempo passa eppure, come anni fa avevo sospettato, mi tocca ancora scommettere con le critiche delle persone tarate e ignoranti (o indiviose, sto ancora cercando di capirlo).

Oltre ai criticoni, ci sono i peggiori, quelli che davanti "wow sei bellissima ti adoro ti seguo sempre sei meravigliosa" e dietro sputano veleno, perchè poi l'invidia gira e rigira si vede (o più facilmente me lo vengono a dire), a me non frega nulla eh, quelle un po' più sfigate in questo caso siete voi.

Le aziende in zona non hanno capito che grande potenziale è nascosto dietro ai Social Network, qui in Abruzzo sono pochi quelli che investono in questo settore e che hanno capito come sfruttarlo.

Conversazione tipo con un negozio della zona a caso: "ciao, puoi venire in negozio, farti 1234 foto, pubblicarle 2 volte a settimana alle 14:39 su tutti i tuoi canali, scattare qualcosa al mare all'alba, portare un fotografo (gratis) perchè ci servono belle foto per la nostra pagina e farci pubblicità? Ti offriamo in cambio un portachiavi!", io non voglio essere cattiva, non sono nessuno, ma non è proprio così che funziona e non sto nemmeno qui a spiegarvelo.

Ormai il mondo intero vaga su Google, avere i propri canali social ordinati, curati e ben strutturati è sicuramente un buon biglietto da visita, nella nostra realtà ho trovato ben poche attività che hanno affidato questo compito a qualcuno più esperto, spesso c'è una persona a caso dietro che pubblica una foto sfocata al mese e si lamenta:"no, ma non serve a nulla, non funzionano questi Social Network", vi assicuro che la differenza si vede e molti, come me, ci fanno caso (ok qui le fashion blogger non c'entrano, ma avere qualcuno che si occupa dei vostri canali abbandonati come un cactus nel deserto potrebbe aiutarvi davvero).

Io nella vita non lo so cosa farò, ho studiato per fare la commercialista e ora mi ritrovo in questo mondo magico pieno di scarpe, borse e vestiti, non mi sembra vero che le aziende vogliano regalarmi i loro prodotti e pagarmi per indossarli (a chi non piacerebbe?).

Non mi sento schiava di questo, se una cosa mi piace va bene, se non mi piace: "no, mi spiace, non sono interessata" (esempio: gli zoccoli da infermiera proprio no).
Mi diverto, sono felice di aver conosciuto persone con i miei stessi interessi sui Social, non faccio del male a nessuno e quindi tutte le critiche mica le capisco, mah.

Il mio piccolo sfogo è finito, penso che la vostra vita possa proseguire tranquillamente nonostante esistano le fashion blogger, perchè c'è chi lo fa per passione e chi lo fa per hobby, ma non penso che la vostra vita sia condizionata da questo.
Secondo me sono peggio le persone con il cervello piccolo e la bocca larga, loro sì che sono una piaga per l'umanità. ;-)

Con affetto,

Giorgia (la fashion blogger).

 

Dedicato alle donne, regola numero uno: piacere prima a se stesse, poi agli altri.

 

Sapete quando mi sono accorta che qualche volta noi donne ci rendiamo ridicole e stupide? Quando ho sentito una ragazza, mentre facevo le unghie, dire: "che bello questo gel blu!! Peccato che non posso farlo perchè al mio ragazzo non piacciono, le vuole sempre rosse, sai che noia per me, ma che vuoi farci!".
NON POSSO.
CHE VUOI FARCI.
Queste parole mi hanno causato una rabbia dentro inspiegabile. Già me lo immagino questo scemo pronto a criticare ogni singola decisione di quella povera ragazza, forse troppo debole per riuscire ad imporre il proprio carattere. L'amore qualche volta ci chiude gli occhi e con essi anche le ali. Non voliamo più, non abbiamo più sogni, non abbiamo più pensieri personali.

E forse il problema non sono gli uomini prepotenti, arroganti ed egoisti, ma sono le donne che non hanno il coraggio di reagire, di dire basta, di smetterla di accettare questi meschini comportamenti.

Non ti piace il gel blu? Non POSSO metterlo? Ma io mi tingo anche le sopracciglia di blu, mi trasformo in un puffo che ti faccio fare gli incubi per tre mesi di fila. E non è cattiveria, non si tratta di accettare o meno un consiglio da un fidanzato dolce che ha premura e vuole "sentirsi vicino" alla propria ragazza, purtroppo spesso abbiamo davanti una specie di maschio (perchè "uomo" proprio no) che quando finalmente trova una ragazza pensa di avere il possesso della sua vita, di poterla comandare, di trattarla come un oggetto. Sappiate che questi sono i classici uomini che quando si stufano del giocattolino non ci pensano due volte a buttarlo via, senza rimorsi.

E allora sveglia. Aprite gli occhi e ricominciate a vivere.
Un uomo deve completarvi, non deve trasformarvi in qualcosa che voi non siete.

Se non è capace di amarvi per quello che siete non vi amerà mai davvero.

Ho visto donne smettere di uscire, smettere di truccarsi, smettere di sorridere per colpa dell'uomo sbagliato.

La prima regola che dovremmo imparare? Piacere a se stesse, in primis, poi agli altri, poi agli uomini.

Come? Ecco quello che faccio quando mi guardo allo specchio e non mi sento poi così soddisfatta, semplicemente qualche consiglio su "cosa fare" quando l'autostima scende:

  1. Capelli: gira e rigira questo ciuffo non sta più bene, il colore è anonimo, si iniziano ad intravedere le doppie punte. Che tristezza.
    La monotonia vi opprime? Spesso per dare una svolta alla propria vita si inizia proprio dai capelli. Fate un taglio più corto, giocate un po' con i colori, le avete dei bei lineamenti delicati regalatevi una frangia. Non abbiate paura di osare un po';
  2. Palestra: ok, che scocciatura, ma dopo qualche mese vi guarderete allo specchio, noterete i risultati e vedrete come andrete in giro soddisfatte in quel vestito nuovo che prima non mettevate mai senza una giacchina un po' più lunga (squat per tirare su sedere e autostima!);
  3. La camminata fa la differenza, fate una prova: camminate per strada ricurve, con lo sguardo basso e le mani nascoste nelle tasche. Poi provate a sfoggiare un bel sorriso, camminare con passo deciso e guardarvi attorno con interesse. Vedrete che apparirete più interessanti anche agli occhi degli altri e semplicemente questo potrebbe aiutarvi a risollevare un po' l'autostima;
  4. Fate qualcosa che vi riesce bene: siete brave ai fornelli? Mettetevi a cucinare. Siete brave nel disegno? Fate un bel dipinto e appendetelo in camera, come promemoria delle vostre qualità. Puntate su quelle, non piangetevi addosso ogni volta che una cosa non vi riesce bene;
  5. Circondatevi di "belle persone" e con questo intendo persone che avete voglia di sentire anche nei momenti peggiori, che vi facciano sorridere e stare bene. Gli amici non dovrebbero mai farci sentire sbagliati, se così non fosse sento puzza di invidia e gelosia;
  6. Shopping: ebbene sì, se sono triste ho voglia di spendere tutti i miei soldi in borse, scarpe e vestiti. A volte basta davvero una piccola cosa per sentirsi bene. Non ci piacciono i nostri fianchi? Basta comprare un vestito che ci casca a pennello ed ecco che che saliamo un altro gradino sulla lunga scalinata dell'autostima;
  7. Impariamo un'altra regola fondamentale: Sì è sì, no è no. Non vi va bene una cosa? Ditelo!!! Sarà una liberazione non nascondersi più dietro a occhiatacce, battutine, frecciatine! Perchè complicarsi la vita?

Noi donne siamo davvero speciali, non dovremmo scordarlo mai e soprattutto non dovremmo mai dare a nessuno il diritto di non farci sentire così.

Truccatevi e fatevi belle, ma fatelo per voi, perchè non c'è gioia più grande di guardarsi allo specchio e piacersi, soprattutto poi se a piacerci è qualcosa di più dell'immagine che vediamo riflessa. Io cambierei cento cose del mio fisico, eppure quello che sono diventata con gli anni e che tutto ciò che mi ha trasformata in quella che sono non le cambierei mai. Imparare a convivere con i propri difetti e con il proprio carattere è il primo passo per arrivare alla felicità.

Con gli anni ho capito che io sono quella che sono: una persona alla mano e altruista, permalosa e dalla risata qualche volta inopportuna. Sempre disposta a migliorare per chi lo merita, ma mai ad annullarsi e fingere di essere quella che non è. Ho avuto la forza di allontanare chi non mi rendeva felice e ho imparato a rialzarmi quando la vita ha cercato in ogni modo di buttarmi giù.
Donne, siate forti e abbiate il coraggio di prendere in mano la vostra vita e andare alla ricerca della vera felicità.

Un abbraccio.

Con Affetto,Giorgia.

 

 

 

Forse a volte anche io sono stata patetica.

Cercando di non darlo a vedere, nascosta dietro al sorriso più forte e luminoso di tutti.
Ho aspettato un sms, l'ho pregato, ho sentito un balzo nel cuore quando lo schermo del telefono si é illuminato.
Ho immaginato conversazioni nella mia testa in cui io ero una con i controcoglioni e poi sono stata zitta.
Ho avuto paura di certe risposte e ho evitato di fare domande forse scomode.
Sarà che a volte il coraggio mi ha portato a fare i conti con la tristezza, sarà che quando ci tieni alle cose semplicemente vuoi tenerle, non importa troppo come.
Eppure io non sono così, perché non si tratta di coraggio, ma di dignità, di amor proprio. E se non mi voglio bene io come può volermene qualcun altro?
Ma quante volte invece ho sorriso, quante volte mi sono tolta un peso e sono stata bene, leggera.
Dovremmo tutti avere il coraggio di essere felici.
Dovremmo prendere la nostra vita e darci una possibilità.

Il bello di noi donne è che rompiamo le palle, a volte davvero tanto, con tutte le nostre paranoie e le nostre insicurezze.

Il problema è che poi quando non lo facciamo, quando piano piano smettiamo di farlo, la nostra “leggerezza” vi fa sentire la mancanza di tutto l'affetto che ci mettevamo nello stressarvi. E non vi lamentate dopo, perché una donna, quando non viene apprezzata, semplicemente si allontana.